Rosalba Carriera
La pittrice che visse tra nuvole di pastello
READ SOULTALE / Quel colore che cantò la vita

Vedo solo i vostri occhi nel buio della mia tenebra. Non smetto di pensare alle nuvole di pastello che prendevano forma dalle mie mani, e che poi si trasformavano in orecchini di perle, merletti pregiati, o addirittura in guance rosate e acconciature pretenziose. Ho catturato il tempo nei volti dei miei soggetti. Sono loro a occupare le mie giornate, a parlarmi e a tenermi compagnia, ora che sono divenuta cieca.

Cosa vedi, adesso, Rosalba? sussurra una voce confusa nella nebbia della mia mente. Una voce che non riconosco.
Sono cieca, non vedo nulla.
Ti sbagli. Non sai guardare al domani perché il buio dell’ignoto ti attanaglia. Ma cosa vedi, adesso, Rosalba?
Vedo iridi talcati che mi osservano nell’oscurità. Vedo scintille in quegli occhi vispi e curiosi. Vedo la vita.

Proprio la vita si manifesta in silenziosi ricami di pensieri e di emozioni. Un tempo ero la ritrattista delle più importanti corti europee, rubavo un frammento dell’animo del soggetto e lo nascondevo tra i colori. Adesso non posso più dar forma alla magia, ma ricordo i trucchi. E la voce che sento si trova nel ricciolo increspato di un sorriso, nell’onda di gioia mista a soddisfazione che esplode nelle tonalità pastello e si riflette sull’acqua della mia città. Venezia è il bacino poetico a cui attingo e, quando rimango sola, sento lo sciabordio delle onde e il profumo del mare. Anche questo faceva parte dei miei ritratti: una ventata d’aria fresca nel sole pallido del mattino e il giocoso intrecciarsi di sguardi misteriosi nel Carnevale di una vita. Ora mi rimangono solo i vostri occhi per danzare con le nuvole e per assaporare la verità del colore.

Guarda il presente, Rosalba. Guarda il frammento della tua anima nella scintilla di un ritratto. Puoi ancora vederlo e intuirlo nell’oscurità. Puoi ancora compiere la tua magia.

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Rosalba Carriera (Venezia, 12 gennaio 1673 – 15 aprile 1757) è stata una pittrice e ritrattista italiana. La famiglia le permise di studiare musica e pittura, oltre all’attività che all’epoca era di solito richiesta alle fanciulle, cioè il ricamo. Non ostacolata dagli affetti, quindi, si dedicò all’arte e iniziò la carriera dipingendo tabacchiere, per poi specializzarsi nella ritrattistica, facendo uso dei pastelli. Creò un salotto a cui parteciparono le personalità più illustri del tempo nell’ambito artistico e letterario. Ebbe grande successo poiché riuscì a cogliere la psicologia dei soggetti, tanto che ricevette commissioni da tutte le corti d’Europa. In età avanzata ebbe seri problemi alla cornea e, dopo una serie di operazioni con esito negativo, divenne cieca.

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