Rudolf Nureyev
Il ballerino che danzò con la vita
READ SOULTALE / Fare grande la danza

Soffro le gerarchie, le imposizioni, i diktat. Da sempre. Sono nato su un treno in corsa e fu difficile anche attribuirmi un luogo di nascita. Figuriamoci farmi sottostare a qualsiasi regola.
Ancora ricordo i miei primi insegnanti di provincia. Uomini e donne azzimati, inflessibili, come solo certi piccoli individui possono esserlo per darsi almeno un’aria di grandezza che Dio non gli ha concesso. A diciassette anni per loro ero solo uno svampito che si avvicinava al ballo troppo tardi. Ma restarono a bocca aperta. Due anni più tardi non avreste trovato un solo posto da San Pietroburgo alla Siberia in cui non sapessero chi era Rudolf Nureyev.
E quattro anni più tardi ho abbandonato il grigiore della vita di divieti che mi avevano imposto: obbedisci al funzionario politico, non parlare con i locali, non parlare con altri stranieri. Così alla fine ho detto basta. Semplicemente non salendo sull’aereo. Restai a Parigi, meravigliosa negli anni Sessanta. E arrivai a Londra, e negli Stati Uniti, e in tutta l’Europa, come se l’Atlantico non fosse altro che un fiume, e gli aeroplani non fossero altro che ponti da attraversare per portare in dono al mondo i miei passi di danza.

Ancora adesso, mentre sto per salire sul palco, nascosto dietro le quinte, sento la paura e l’adrenalina salire dal profondo del corpo e dell'anima. Se anche non fossi diventato la stella splendente che sono, sarei stato felice d’aver vissuto per questi momenti. E per l’amore. Vale la pena vivere anche per l’amore, e l’arte, e le tante persone che si incontrano lungo il cammino.
Fletto i muscoli, scaldo le articolazioni, ripasso mentalmente l’intera sequenza che dovrò eseguire nelle prossime due ore.
L’attacco della musica e il primo, lungo passo dentro la scena. Il mondo scroscia di applausi: io sono Rudolf Nureyev, la stella danzante.

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Creative Commons. Author: Allan Warren.

Rudolf Chemetovič Nuriev (Irkutsk, 17 marzo 1938 – Parigi, 6 gennaio 1993) è stato un ballerino, coreografo e direttore d'orchestra russo naturalizzato austriaco, internazionalmente noto come Rudolf Nureyev. Riuscito a entrare in un’accademia di danza solo a 17 anni, nonostante l’età avanzata, diventò in poco tempo uno dei più famosi ballerini dell’Unione Sovietica. Nel 1961, dopo un’esibizione parigina, decise di non tornare nel suo paese e, nei tre decenni successivi, danzò con le migliori compagnie del mondo, diventando anche coreografo e direttore d’orchestra. Colto, amante delle discussioni più disparate, irascibile e soggetto a repentini sbalzi d’umore, nel 1982 si ammalò di Aids. Morì dimostrando fino all’ultimo la sua totale dedizione e passione per la danza.

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