Ryszard Kapuściński
Il reporter che vide 27 rivoluzioni
READ SOULTALE / Walk a mile in their shoes

Il modo migliore per parlare di me è parlare del mio mestiere. In poche parole direi che ho incontrato persone, e ho camminato tanto per andarle a trovare. Eppure non mi hanno mai fatto male i piedi. 

Ho calpestato le steppe del Caucaso, le terre rosse dell’India, la polvere ribelle dell’Iran. Ho affondato i sandali nella sabbia infuocata del deserto africano e ho patito il freddo tra i ghiacci siberiani. Ho calciato un pallone su un prato spelacchiato con dei bambini cileni e mi sono accucciato tra i container per non finire nelle mani insanguinate dei ribelli ugandesi. 

Sono stato un insider per tutta la mia vita, un grande infiltrato nelle storie degli altri. Volevo conoscerli, carpirne i segreti, ammirarne le diversità, riempirmi dei loro mondi e raccontarli a noi, bianchi ed europei, che abbiamo conquistato il mondo, spesso senza conoscerlo.

Sono partito sempre dal basso per raccontare le storie degli altri e dei loro paesi: i piedi, i poveri, la sporcizia, la terra, l’umiltà. Ho voluto condividere tutto con loro, anche la fame e la guerra, con cui avevo convissuto fin da bambino nella mia Polonia.

Sulle tracce di Erodoto, il grande storico greco, ho viaggiato sempre per conoscere. Scrivere degli altri non è un lavoro per niente facile. Ci vuole arte nel comunicare e una grande dose di empatia. Bisogna abbassarsi, calpestare nuove terre e infilare i piedi nelle scarpe altrui. Solo così si può vedere e raccontare il mondo attraverso altri occhi.

ABOUT / Ryszard Kapuściński

Ryszard Kapuściński (Pinsk, 4 marzo 1932 – Varsavia, 23 gennaio 2007) è stato un giornalista e uno scrittore polacco. Ha esordito come poeta e successivamente è diventato uno dei più grandi reporter europei in molti territori caldi dell’Africa, terra che ha tanto amato, dell’America Latina e dell’Asia. Ha assistito a 27 rivoluzioni ed è stato 40 volte in prigione. Con i suoi scritti, di alto valore letterario, ha fatto diventare Storia le infinite storie minori degli ultimi e dei poveri della terra. Il suo nome viene ricordato spesso a fianco a quello di Tiziano Terzani.

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