Sabina Spielrein
La psiconanalista che riuscì a non perdersi
READ SOULTALE / Il caso Spielrein

Nasco muta tra gli agi di una famiglia benestante. Durante l'adolescenza urlo così forte da attirare l'attenzione della psichiatria. Cado, mi rialzo e conosco un medico, poi un amico e infine un poeta, che mi conquista come solo un romanzo dalle tinte romantiche saprebbe fare. Scopro me stessa, indagando il sogno, e scavo nel mio inconscio per capire quello degli altri.

Ormai sono una donna. Mi sento carne, mi sento istinto. Macino intuizioni, fantastico scoperte e creo volontà. Concepisco idee e forse anche vita, ma nel sogno la rinnego e uccido idealmente il padre di quello che avrei voluto far diventare il mio destino. Mi rialzo e non rimprovero nessuno, cercando invece di concentrare i miei sforzi, così dannatamente psicanalitici, in un posto nuovo. Sogno un luogo dove far crescere la libertà, sogno un luogo dove trasmetterla e farla fiorire per creare individui non addomesticati. È un luogo dipinto di bianco, disadorno, capace di curare ma anche di formare. 

Sistemo le fondamenta di quest'opera, silenziosamente rivoluzionaria, ma sbaglio Paese. I mattoni del mio asilo vengono bombardati perché contrari alla dottrina e, dopo aver visto spegnersi uno a uno i compagni del mio percorso, mi spengo anch'io, vittima di un paradosso eterno. Le note di Wagner adesso mi tirano i capelli, proprio loro, che avevano portato il demonio nella mia anima e avevano saputo far cantare con sentimento nuovo tutta la terra. 

ABOUT / Sabina Spielrein

Sabina Nikolaevna Špil'rejn (Rostov sul Don, 7 novembre 1885 – 12 agosto 1442), ma nota con la traslitterazione tedesca Sabina Spielrein, è stata una psicoanalista russa. Nata in un'agiata famiglia ebraica, durante l'adolescenza fu ricoverata all'ospedale psichiatrico di Zurigo per isteria psicotica. Lì operava il giovane Jung che si interessò molto alla paziente, intrecciando con lei una relazione che superò il rapporto medico. Una volta guarita, Sabina si iscrisse all'Università di Zurigo dove si laureò in medicina, specializzandosi in psichiatria ed entrando a far parte della Società di Psicanalisi di Vienna. Citata da Freud, Sabina fu un'ottima psichiatra e intrattenne una lunga corrispondenza con Jung, prima amante e poi, dopo la rottura, collega. Intanto a Vienna conobbe e sposò il medico russo Pavel Scheftel col quale ebbe due figlie, Renate ed Eva. Nei primi anni Venti aprì, assieme a Vera Schmidt, gli asili bianchi, strutture concepite per formare individui liberi e che vennero chiuse da Stalin perché contrarie alla dottrina del partito. Morì nella sinagoga di Rostov a seguito di un'incursione nazista.

SOULSPECIAL