Sigmund Freud
Il padre della psicoanalisi
READ SOULTALE / Dialogando con l'inespresso

Pulsioni. Una mente divisa. C’è qualcuno che si nasconde dentro di me. Qualcuno che non conosco. Mentre non ci sono, c’è lui. Quando non c’è lui, ci sono io.

Cos’è in fondo un essere umano, una coscienza, se non un iceberg di cui si vede solo una punta? Un lembo estremo di una terra sconfinata, in parte inesplorata, in cui si è stranieri e si cammina giorno dopo giorno tra incertezze, alla ricerca di noi stessi, di una verità inconoscibile.

Ho ascoltato molte persone, sogni segreti, pensieri. Parole fluide solidamente difese dalla corazza della vita, dal silenzio dell’uomo che non sa di avere un abitante nascosto nel proprio mondo.

Viaggio ai confini dell’animo umano.

Incontro Psiche. Al buio. Anelante. In cerca di risposte che vorrebbe ottenere subito, con prepotenza. Vuole Amore, quel coinquilino che lei non può mai vedere, pena la disgregazione di un’unione perfetta.

Io permetto loro di incontrarsi, di attivare un dialogo altrimenti impossibile.

Dopo mille peripezie, sofferenze, sbagli, i due accettano una convivenza difficile, ma necessaria.

Coesistere? Come i colori di una tavolozza che si mescolano senza accorgersene grazie alla mano del pittore sulla tela: il capolavoro della vita.

Sento ancora il potere magico delle parole, i miei incantesimi. E Psiche emerge dalla superficie nascosta in cui si trova, perché sa, in cuor suo, di aver bisogno di me. Sente il peso di una solitudine coatta, in una gabbia dorata irraggiungibile. Ha bisogno di Amore. Io l’aiuto a trovarlo.

Cos’è, il mio, se non proprio un atto d’amore, una mano tesa verso ciò che non si vede, un senso di fiducia nelle infinite possibilità della mente umana?

La comprensione e l’attraversamento delle barriere segrete sono la mia sfida, la mia scienza.

Mentre mi immergo nelle grotte dell’Averno, non volgo lo sguardo indietro, so che potrei perdere ciò che amo. Sono più forte di Orfeo.

Allora osservo, vado avanti. Cerco una strada nuova.

Apro finestre sull’anima.

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Sigismund Schlomo Freud, meglio noto come Sigmund Freud (Příbor, 6 maggio 1856 Londra, 23 settembre 1939), è stato un neurologo e psicanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi. Figlio di un ebreo laico che non trasmise al figlio i valori della tradizione religiosa, si trasferì a Vienna quando aveva solo quattro anni. Si iscrisse alla Facoltà di Medicina nel 1873 e, dopo un impiego all’Istituto zoologico viennese, passò all’Istituto di Fisiologia. In seguito si dedicò alla pratica clinica e, nel 1886, aprì il suo studio privato, sposando anche Martha Bernays, la quale gli diede ben sei figli. Nel 1900 pubblicò il suo studio L’interpretazione dei sogni, continuando poi il lavoro sull’inconscio e i disturbi psicoanalitici. L’avvento del nazismo lo costrinse ad andare in esilio a Londra, dove morì nel 1938, già malato da tempo di cancro.

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