Simone Weil
La filosofa che viveva la sofferenza
READ SOULTALE / Il molteplice cammino della vita

Vivere è un cammino continuo. Possiamo correre, accelerare, rallentare e persino fermarci per poi ripartire: il tutto in punti e locazioni diverse. Le combinazioni si moltiplicano all’infinito rispecchiando il labirinto della vita. Sì, proprio quell’intreccio di strade che fa parte dell’esistenza di ognuno di noi, che ha origine nel giorno in cui siamo venuti al mondo e troverà la sua destinazione nel giorno della nostra morte. O forse oltre. Se si crede nell’aldilà.

Questi e altri pensieri giungono spesso alla mia mente quando passeggio nei boschi o tra i sassi dei sentieri di montagna, magari avvolta da una leggera nebbiolina. Pensieri che mi fanno capire che la vita è un luogo in cui è necessario aprirsi, liberarsi dalle angosce e dalle paure. Per farlo, bisogna riuscire a scrollarsi di dosso la corazza di cui ci dotiamo, l’armatura che facciamo nostra e che, il più delle volte, ci fa comodo indossare. Questa sera si recita a soggetto, ha scritto qualcuno diversi anni fa. E aveva ragione. Recitiamo ogni giorno, anche per noi stessi, senza rendercene conto, anzi, provando persino piacere della nostra interpretazione.

Non è un momento facile questo, ma è sicuramente il tempo di una svolta epocale che, mi piacerebbe, modificasse il mondo intero, il modo di pensare della gente in generale e, in particolare, di tutti coloro che non stanno bene con se stessi. Sento che nell’aria c’è un’energia diversa, profonda, che penetra l’essenza del singolo individuo e lo conduce, come fosse un angelo, alla ricerca del perdono, della purezza e della trasparenza. La parola d’ordine è purificarsi. Svuotarsi per riempirsi di positività e di benessere da elargire agli altri, oltre che a se stessi. Per vivere pienamente la gioia è necessario, però, passare attraverso l’esperienza del dolore. Sia fisico o interiore. Perché è proprio il dolore che ha il potere di condurre ognuno di noi nel suo angolo più recondito, là dove c’è una parte molto vulnerabile, quella legata all’amore e alla tenerezza. È lì che è necessario fare leva per essere felici. Già Socrate diceva che conoscere se stessi significa diventare saggi e avere la possibilità di crescere. È vero. Per far crescere il mondo dobbiamo crescere prima singolarmente, trasformando le paure e i dolori in fiducia verso il prossimo e verso noi stessi. Non è una trasformazione scontata, spesso è necessario venire travolti da un uragano che ci porti dal noto all’ignoto, scombinando i nostri pensieri e sviandoli da un percorso obbligato, proponendoci nuove direzioni...

... allora, in una notte stellata, disteso a terra tra i canti dei grilli e i lumini delle lucciole, rischiarato dalla luce della luna, ognuno avrà il coraggio di ricominciare a vivere.

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Simone Adolphine Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto 1943) è stata una filosofa, mistica e scrittrice francese, nonché fervente attivista del tempo. Morta giovanissima, deve la sua fama all’attenzione di Albert Camus che ne ha divulgato e promosso le opere. Scritti in cui si è occupata di etica, filosofia politica, metafisica ed estetica. Donna a tutto tondo, si è contraddistinta per il carattere forte e determinato in cui la preminenza massima era concessa al sentire, la più grande forza di Simone Weil.

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