Sixto Díaz Rodriguez
Il cantautore più famoso di Elvis in Sudafrica
READ SOULTALE / Le molte vite di Sugar Man

La nebbia di Detroit e il fumo denso dei locali avvolsero la mia vita nel mistero. Sarei potuto essere un altro Bob Dylan, sarei potuto diventare celebre e ricco invece rimasi quel che ero, Rodriguez. Ero un meticcio, cantavo la vita degli oppressi e la mia musica non piaceva al mercato. Eppure il talento è germogliato distante da casa, in terre lontane e assolate. Dopo trent’anni di nebbia, con una telefonata venni a sapere che in Sudafrica ero più famoso di Elvis e che qualcuno mi stava cercando. Scoprii di essere un cantautore affermato in un paese che non avevo mai visto in vita mia. La mia musica aveva viaggiato e qualcuno l’aveva accolta e compresa. Al di là degli interessi delle case discografiche e dei pregiudizi, lei era sbocciata in chi cercava libertà e riscatto. E io non lo sapevo.

Credevano fossi morto, che mi fossi dato fuoco sul palco a metà degli anni ’70 e laggiù mi accolsero come un miracolo. Ora all’improvviso mi trovo tra le mani un’altra vita e vogliono che mi esibisca davanti a un pubblico adorante. Il mio profilo campeggia sui manifesti che tappezzano le strade di Cape Town, ma deve esserci un errore. È la mia musica, ragazzi, non sono io. Io sono quello di sempre, vivo nella stessa casa da 40 anni e ho sempre questi due stracci addosso. Sono famoso, sarei potuto diventare ricco e invece sono rimasto quel che sono, Rodriguez.

ABOUT / Sixto Díaz Rodriguez

Sixto Díaz Rodríguez, più noto semplicemente come Rodríguez o Jesus Rodríguez (Detroit, 10 luglio 1942), è un cantautore statunitense. Figlio di un messicano e di una nativa americana, crebbe in una famiglia molto umile. Alla fine degli anni Sessanta tentò la carriera di cantautore, ma ebbe poca fortuna e i suoi album non riscossero successo. Tornò alla vita di operaio demolitore, modesta e ritirata, e si laureò in filosofia nel 1981. Non sapeva che, per una serie di contingenze, le sue canzoni erano invece famosissime in Sud Africa dove erano diventate simbolo di lotta contro l’apartheid. Solo nel 1997 alcuni giornalisti si misero sulle sue tracce e riuscirono a contattarlo. Lo invitarono in Sud Africa dove venne accolto come una star rediviva e si esibì in più di 30 concerti, scoprendo una popolarità che ignorava. Tornato negli Usa, continuò a condurre una vita semplice. La sua vicenda straordinaria è raccontata magistralmente nel documentario Searching for Sugar Man, uscito nel 2012.

SOULSPECIAL