Stephen Hawking
Il signore dei buchi neri
READ SOULTALE / Senza confini

Ho settant’anni, una cattedra a Cambridge e una frequenza comunicativa di 15 parole al minuto. // Esatto. Significa parlare davvero lentamente. Ma è tutto quello che posso permettermi, quindi dovrete accontentarvi. // Parlavo un bellissimo inglese, quello di Oxford avete presente? Ora invece ho un inconfondibile accento californiano. // È colpa del software di sintetizzazione vocale che mi permette di comunicare. Viene dagli Usa. // Per usarlo basta un piccolo movimento della guancia. Attualmente l’unico che riesco ancora a compiere. // Rido, perché trent’anni fa i medici mi avevano dato per spacciato. Invece sono ancora qui. // Trent’anni sono un tempo infinito per chi crede di dover morire da un momento all’altro. // Perfino con un corpo immobile, puoi usare quel tempo per fare un sacco di cose. // Non potrai ballare il twist, ma puoi avere una famiglia e puoi sviluppare teorie sull’origine dell’universo. // Del resto, quello che distingue un essere umano dall’altro è proprio la capacità di creare. // La mente umana è divina, può spingersi ovunque nel tempo e nello spazio, senza confini. // Mi ricorda l’interno di un buco nero dove le leggi della fisica non valgono più. // Si chiama singolarità, il punto in cui spazio e tempo collassano e dove tutto è possibile. // Perfino la nascita di un universo. E cosa c’è di più singolare o di più eccezionale? // Ai margini di un buco nero, invece, il tempo si ferma e tutto rimane pietrificato per l’eternità. // Perché solo se ci si pongono limiti e confini, si resta paralizzati. Ai margini del possibile.

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Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942) è un matematico, cosmologo e astrofisico britannico. È titolare della cattedra lucasiana di matematica a Cambridge, la stessa che un tempo occupò Newton. Autore del libro di divulgazione scientifica più venduto al mondo Dal Big Bang ai buchi neri, è noto come il signore dei buchi neri perché fu il primo a teorizzarne la dinamica. Affetto dalla SLA, è su una sedia a rotelle da quasi mezzo secolo e dal 1985 ha perso completamente la capacità di parlare, oltre a ogni altra capacità motoria. La malattia non gli ha impedito negli anni di definire nuove teorie dell’universo, di compiere un viaggio interstellare ospite dell’Enterprise, di cantare con i Pink Floyd, di comparire come cartoon ne I Simpson e ne I Griffin.

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