Susan Sontag
L'intellettuale a tutto campo
READ SOULTALE / Rette tangenti

Ora potrei raccogliere quel mozzicone da terra e fumarlo solo per trovare poi sette parole che descrivano esattamente di che cosa sa. Quale sia il suo sapore. L’analisi mi riesce piuttosto bene. Ma la settima parola mi mancherebbe. L’ultima parola manca sempre: chi ricorda tutti e sette i re di Roma, i sette vizi capitali o i sette nani?

Trova sette parole per me. Sforzati. Ti mancherà sempre l’ultima parola. Meglio non avere l’ultima parola sulle vite degli altri. Non cercare a ogni costo di ridurmi a un poligono regolare.
Non inscrivermi in una circonferenza. Lascia stare le figure perfette. Che abbiano spigoli o no, sono semplicemente troppo distanti dalla realtà.
Prova con le tangenti. Se solo il mondo mi toccasse con le sue mani grandi nei punti che contano.
Ti prego.
Toccami all’ombra, nel punto dove sono qualcosa di mancato.
Toccami al sole, lì dove sono palese.
Toccami dove rido, all’angolo della bocca.
Toccami dove scrivo, nel punto esatto tra l’indice compresso e la frase successiva.
Toccami nella scintilla che si accende tra i pensieri tetri quando sento di essere quella che sono.
Toccami dove godo, se sai come fare.
Toccami…

E cerca sempre le cose che non ti bastano mai. Cerca le parole giuste. Sappi che esistono solo le parole e le cose giuste per te. E sappi che sette parole non bastano mai.

ABOUT / Susan Sontag

Susan Sontag (New York, 16 gennaio 1933 – 28 dicembre 2004) è stata una scrittrice e intellettuale statunitense. Nonostante un matrimonio a soli diciassette anni, un figlio e un divorzio, verso la fine degli anni Ottanta la Sontag iniziò una relazione con la fotografa Annie Leibovitz, durata fino alla sua morte. Nel 1992 pubblicò il romanzo storico L'amante del vulcano, ispirato al triangolo amoroso composto da lady Emma Hamilton, sir William Hamilton e Horatio Nelson, riscuotendo un notevole successo. Scriveva di sé: La paura di invecchiare viene nel momento in cui si riconosce di non vivere la vita che si desidera. Equivale alla sensazione di abusare del presente. Se sai e scrivi questo, sai molto di te. Se sai molto di te, hai percorso strade e sei disposta a percorrerne molte altre. Sei ancora in gioco. Sei una dose massiccia di presente e non ne stai abusando.

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