Tina Lagostena Bassi
L'avvocato che voleva dare il nome giusto alle cose
READ SOULTALE / Una questione di giustizia

Le mie donne io le conosco una a una.

Donatella, Rosaria, Fiorella, Gabriella. Poi Silvia, Franca, Marinella. E le altre, e mille altre ancora. Sono le donne della mia vita. Tutte figlie, sorelle e madri. Corpi percossi, abusati, oltraggiati. Spose mutilate.
Ventri gonfi di orrore e sprangati. Vergini sanguinanti come colombe prese a calci da muli inferociti. Si può abbandonare una figlia agonizzante? Ignorare la disperazione di una sorella? E restare immobili di fronte a una madre che impazzisce di dolore? Io non ho potuto. Quei tormenti mi appartenevano, erano le mie croci, piaghe della mia coscienza, deliri delle mie notti, sangue della mia carne.

Ho indossato un abito solenne e abbracciato la professione legale per dar loro voce, per non lasciare che terrore e brutalità fossero le sole ad arringare. Per dare il nome giusto alle cose. Perché un atto sessuale imposto con la violenza ha un unico nome: stupro. E non riguarda la pubblica morale e il quieto vivere, ma il genere umano intero, il mondo e la sopravvivenza della sua stessa energia vitale.
Io vi parlo prima di tutto come donna e poi come avvocato. Le parole sono importanti. Sono scintille che sottendono incendi, aerei pensieri che si tramutano in viva materia. Se la vittima diventa consenziente e complice perché donna di facili costumi che se l'é cercata, allora sono io che accuso voi. Io sono parte lesa.

Ogni madre, ogni figlia, ogni sorella di questa Terra soggiace a minaccia e la civiltà intera viene schernita e mortificata. Senza possibilità alcuna di risarcimento o condanna perché lo stupro invoca unicamente giustizia. Il grido corale a pieni polmoni che una donna ha diritto di essere quello che vuole e senza bisogno di difensori.

ABOUT / Tina Lagostena Bassi

Augusta Bassi, coniugata Lagostena, per tutti Tina Lagostena Bassi (Milano, 2 marzo 1926 – Roma, 4 marzo 2008), è stata un avvocato, giudice, personaggio televisivo, scrittrice e sceneggiatrice italiana. Legale storico in processi per la difesa dei diritti delle donne vittime di abusi, fu la prima a pronunciare la parola stupro nel mezzo di un'arringa in tribunale durante il processo sul Massacro del Circeo nel 1976. Ruppe così il muro di silenzio esistente nella società e nel mondo dei palazzi di giustizia sul tema della violenza sessuale. Fu inoltre difensore di parte civile nel primo processo per stupro trasmesso in tv dalla Rai nel 1979. Promotrice di un gran numero di leggi e riforme in tema di violenza contro le donne, è stata una delle socie fondatrici del Telefono Rosa. Ha partecipato come giudice al programma televisivo Forum ed è stata sceneggiatrice televisiva.

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