Tommie Smith
Il campione olimpico che alzò il pugno al cielo
READ SOULTALE / Il gesto silenzioso

19"83
Eppure il tempo rallenta, è praticamente fermo. Il sudore ti cola sulla fronte, sul petto, sotto le ginocchia, dappertutto. Il cuore pompa nel petto, un tamburo africano, l’unico rumore che senti. I muscoli sono tesi e allungati, te li senti infilati addosso come un unico guanto nero. Il respiro non esiste, è apnea. E tu cosa sei? La forma perfetta. Un cerchio che scivola lungo la pista a 36,31 km orari. Poco ci manca che non vada a fuoco. Poco ci manca che non prenda il volo. E a 15 metri dal traguardo alzi le braccia alla vittoria, anche se sai che leverai al tuo record una ventina di primi ma non puoi non farlo. Perché in quel momento l’America ti guarda, il mondo ti guarda e quello che vede non è più un negro qualunque ma un negro campione del mondo. L’uomo più veloce del mondo, un negro. Oltre il traguardo, i suoni ritornano: voci, urla, musica, un delirio. Con i suoni torna anche il respiro, che ti rotola fuori dalla gola come un serpente e tu lo lasci andare, non ti serve più. La luce ti abbaglia. Non te ne accorgi, ma le tempie che ancora pulsano sono umide di lacrime. Più tardi, quando salirai sul podio pregando, ne avrai altre da tenere a bada, mentre l’inno del tuo glorioso Paese ti rimbomberà nel petto assieme a quel tamburo africano che è il tuo cuore. Curioso: il cuore ha la forma dell’Africa, penserai per un istante, tu che dell’Africa non sai proprio un bel niente. Tu che sei americano fin nel midollo. Più tardi, quando salirai sul podio pregando, penserai al tuo dannato Paese, l’America, e a quanti negri dovranno salire su quello stesso podio, prima che qualcosa cambi. A quanti super-negri prima che un negro qualunque abbia gli stessi diritti di un bianco qualunque. A questo penserai mentre alzerai il pugno nero al cielo, pregando per il tuo Paese. A questo e ai tuoi 19"83. Dio li benedica.

ABOUT / Tommie Smith

Tommie Smith (Clarksville, 6 giugno 1944) è un ex atleta ed ex giocatore di football americano. Soprannominato The Jet, è il primo uomo al mondo ad aver corso i 200 metri in meno di 20 secondi, stabilendo nel 1968 un record olimpico e mondiale rimasto imbattuto per 11 anni. Ma non è solo per meriti sportivi che è passato alla storia. Suscitò scalpore l’inaspettato e coraggioso gesto che compirono lui e il connazionale John Carlos una volta saliti sul podio, quando alzarono un pugno con un guanto nero a dimostrazione del loro sostegno all’Olympic Project of Human Rights contro le discriminazioni razziali. Quel silenzioso gesto gli costò l’espulsione dalla squadra olimpica statunitense, ma lo pose sotto i riflettori come portavoce per i diritti umani e simbolo dell’orgoglio afro-americano.

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