Veronica Franco
La cortigiana d'onore
READ SOULTALE / Parità in corso

Venezia nel XVI secolo è bellissima. Mi offre l’ispirazione per scrivere belle cose.
Essere cortigiana non è semplice. Chiaramente sono una privilegiata, ma il rischio di ricadere nella venerazione del lusso e dello sfarzo sono sempre dietro l’angolo. Non che non mi piaccia la bella vita, sarei ipocrita a dirlo, ma amo conquistarmi le cose. Non è semplice per una donna come me farsi strada in questa società.

L’altro giorno sono andata al circolo letterario. Quanto è stimolante quell’ambiente. Poche donne, questo sì, ma le cose potrebbero cambiare. Se siamo armate di conoscenza e addestrate a usarla, potremmo essere in grado di convincere gli uomini che anche noi abbiamo mani, piedi, un cervello e un cuore come il loro. Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi con astuzia e intelligenza, solo così potrebbero combattere per loro stesse. Io proverò a farlo con i miei scritti. Sarò l’esempio di una brava cortigiana di cultura.

Le donne sanno amare, questo è riconosciuto, ma non è altrettanto ovvio crederle capaci di pensare. In questo secolo gli uomini detengono il potere, hanno accesso a mezzi che a noi sono proibiti. Ciò che noi donne dobbiamo fare è coltivare gli interessi, imparare dagli uomini mettendo la nostra firma. Usare la loro matrice per creare un nostro stampo. Così forse, un giorno, vi sarà parità.

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Veronica Franco (Venezia 1546 – 1591) è stata una delle cortigiane d’onore più famose della Venezia Rinascimentale. Riuscì a farsi ammettere nei circoli letterari più illustri del tempo partecipando a discussioni, facendo donazioni e curando antologie di poesia. Nel 1565 venne iscritta nel Catalogo de tutte le principal et più honorate cortigiane di Venetia. Scampò alla peste, scrisse due raccolte di poemi e si difese dalle accuse di stregoneria nel 1577. Ebbe anche una liason con il re Enrico III di Francia.

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