Violeta Parra
L'artista del folclore vivo
READ SOULTALE / Il mio grazie alla vita

Poi un rumore sordo, il 5 febbraio.
Me fui a los cielos.

Assieme a quella chitarra e alla lavagna di lui. Ancora fermo immagine davanti ai miei occhi. Mi imprigionano chitarre e lavagne e poi banchi e bicchieri rotti, insieme all’alcol che sfuma i contorni. Ma i ricordi rimangono impressi.
E allora cresco nella terra del campo, con i miei amori e i miei figli, un po’ confusa, ma con coraggio guardo avanti.
Riscatto il mio primo personaggio con le canzoni e la pittura. Il folclore cileno è la mia linfa, il colore vivo dei miei quadri che sembrano muoversi e parlare. Ritraggo il mio paese perché è quanto ho di più caro. Mi appassiono e lucho. Con coraggio espongo al Louvre per comunicare il mio dissenso, per far sì che le mie parole, così semplici, si accompagnino a immagini e tutti possano sentirle.
Sotto la mia tenda oggi restano tutte le voci e i passi battuti su quella terra chiara, a ritmo di danza popolare, e i giorni passati in compagnia di quei pochi amici fedeli.
Nella mia barca di amori e in quei giardini umani scorgo ancora il mio paese.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.

ABOUT / Violeta Parra

Violeta del Carmen Parra Sandoval (San Carlos, 4 ottobre 1917 – Santiago del Cile, 5 febbraio 1967) è stata una cantautrice, poetessa e pittrice cilena. Figlia di un professore di musica, dopo un’infanzia tormentata iniziò a ricercare le tradizioni popolari del suo paese. La cambiò profondamente l’incontro con colui che diventerà l’amore della sua vita, il musicologo e antropologo svizzero Gilbert Favré. Espose al Louvre e al ritorno da Parigi installò una grande tenda. Ne avrebbe voluto fare un centro culturale cileno ma l’idea non incontrò l’interesse della collettività. Sofferente ormai da anni per una grave forma di depressione, si lasciò andare alla morte, mettendo lei stessa fine alla sua vita. Numerose le interpretazioni del suo testamento spirituale Gracias a la vida.

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