Virginia Woolf
La scrittrice dell'intimo
READ SOULTALE / Escursione al lago

Bello questo lago, sembra uno specchio. Si vedono riflessi i monti, il sole, gli abeti, i sentieri. Riesco a vedere ciò che è lontano e ciò che è vicino. È davvero affascinante osservare il mondo contenuto, metaforicamente, in una pozza!

Riflettevo tra me e me mentre passeggiavo attorno al lago in una vacanza estiva che, stranamente, avevo scelto di vivere in mezzo alla natura. Non ero mai stata in montagna, preferivo le città dove potevo visitare musei, chiese, monumenti, mostre, luoghi intrisi d’arte e storia. Ero assetata di cultura, leggevo, studiavo, approfondivo ogni argomento che mi stuzzicasse l’interiorità e mi sembrava potesse costituire un argomento nuovo e interessante. Quell’estate, però, avevo la necessità di riflettere. Ecco perché avevo scelto un rifugio in mezzo ai monti, facilmente accessibile ma, in ogni caso, ben isolato. Quel giorno avevo optato per un’escursione al lago. Un lago di origine glaciale che avevo raggiunto seguendo il sentiero 512. Ero partita presto, il gestore del rifugio mi aveva lasciato le chiavi, avevo richiuso dietro di me la porta di legno massiccio del locale ed ero partita, senza nemmeno fare colazione. Ma questo non mi turbava, tutto ciò che desideravo era immergermi nella natura e viverla in tutta la sua essenza. Volevo percepirla attraverso i cinque sensi. Osservavo il luogo rubandolo con gli occhi per farlo mio, odoravo i leggeri profumi che inebriavano l’aria fresca della mattina, ascoltavo i rumori e i suoni che caratterizzavano la natura, toccavo con mani curiose ogni cosa mi sembrasse opportuno conoscere meglio. Non avevo trovato ancora nulla da assaporare, ma avevo raccolto dei funghi. Me li sarei gustati la sera, chiedendo al gestore di cucinarmeli.

Basta una scheggia di vetro per cogliere un riflesso e un’immagine lontana, pensavo mentre ero seduta su una roccia in riva al lago in un momento di riposo. Lo avevo sperimentato con i miei occhi molto tempo prima, al museo della scienza e della tecnica della mia città. Questo lago è molto più grande di una scheggia. Osservare la sua superficie mi permette di vedere il paesaggio a tutto tondo. Anzi, ci sono anch’io nel paesaggio, quel riflesso è proprio il mio, mi appartiene, è parte di me. E continuavo a osservarmi. Era come un gioco, anche se gradualmente iniziai ad accorgermi che non era solo un gioco. Più mi vedevo, più riuscivo a osservarmi dentro, a cogliere il mio io e la sua essenza che, in quel momento, sentivo essere la negazione della mia esistenza quotidiana. Io così attenta, curiosa, veloce e attiva mi vedevo ora calma, rilassata e meditativa. Sì, quell’immagine riflessa nell’acqua costituiva proprio un alter ego della mia personalità quotidiana che incarnavo ogni giorno nella mia Milano. Ciò un po’ mi spaventava, ma rimasi comunque a fissarmi perché sentivo che mi stavo riconoscendo.
Tesi – antitesi – sintesi, sussurrai rivolgendomi alla mia anima. Certo, Hegel aveva ragione. Ciò che cerco è proprio la sintesi di me stessa, un superamento, un andare oltre a ciò che sono per diventare una donna ancor più ricca.

Le cose cambiano nella vita giorno dopo giorno. Il cammino che ogni individuo percorre è fatto a tappe che a volte sono dei sentieri in discesa, altre degli ostacoli da superare. Ogni tappa serba qualcosa che, se colta positivamente, permette all’individuo di andare oltre, oltre e ancora oltre, offrendogli la possibilità di armonizzarsi con il mondo che lo ospita. È necessario, però, guardarsi in profondità.

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Adelina Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Fin da bambina fu resa partecipe di un clima culturale elevato che la marchiò positivamente per tutta la vita. Sempre anticonformista, soffrì di crisi depressive che non intaccarono tuttavia la sua bravura, che espresse non solo nella scrittura creativa, ma anche in quella saggistica. Nei suoi testi fa emergere molto di se stessa e delle sue sofferenze che erano le stesse sofferenze di molte altre donne del tempo.

 

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