Vittorio Arrigoni
L'attivista che ruppe l'assedio
READ SOULTALE / Restiamo umani

Se fossi vivo oggi avrei 38 anni. Vivrei ancora a Gaza City, in un piccolo appartamento in cima a un palazzo. Dalla finestra, fumando la pipa, guarderei la città ancora devastata dai bombardamenti, chiedendomi come fare a non perdere la speranza nel cambiamento. E dopo qualche minuto, un modo di certo lo troverei. Un modo per restare umani c’è sempre.

Scenderei al porto, saluterei qualche amico con quel poco di arabo che sono riuscito a imparare e che, con il tempo, magari avrei migliorato.

Se fossi vivo andrei nei campi con i contadini, indossando la pettorina gialla degli internazionali. Accompagnerei ancora le barche dei pescatori sotto il fuoco delle navi israeliane, urlando con il megafono di non sparare. Forse qualcuno di noi cadrebbe, ma con il tempo diventeremmo di più. Con il tempo magari potremmo attirare l’attenzione della comunità internazionale che continua a non prendere posizione.

Se fossi vivo oggi sarei in un ospedale di Gaza a fare visita a qualche amico ferito. Sarei insieme agli studenti gazawi, a manifestare in piazza contro Hamas. Oppure starei giocando con un bambino come Handala, un sopravvissuto allo sterminio di Piombo Fuso. Con il tempo magari avrei scritto la sua storia in un nuovo libro. Con il tempo, chissà, forse il mondo si sarebbe accorto di lui.

Ma il tempo a volte finisce all’improvviso.

Restiamo umani. Se fossi vivo continuerei a dirlo. E non smetterei di lottare, disarmato, contro l’occupazione israeliana che schiaccia il popolo palestinese. Contro l’ingiustizia. Per i deboli e per gli oppressi.
Se fossi vivo, darei la mia vita per tutto questo.

ABOUT / Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni (Besana in Brianza 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un reporter, scrittore e attivista italiano. Insieme all’International Solidarity Movement, era riuscito a raggiungere Gaza via mare il 23 agosto del 2008, rompendo un assedio che durava dal 1967. Durante l’Operazione Piombo Fuso, Vittorio è stato l’unico italiano presente a Gaza e il suo blog, Guerrilla radio, è diventato il più letto in Italia. Per due volte arrestato e picchiato dall’esercito israeliano, è stato dichiarato persona sgradita a Israele. Il suo barbarico assassinio, rivendicato da un’organizzazione terrorista salafita ma ancora oggi non del tutto chiarito, è stato pianto dalla comunità palestinese e dai giovani di tutto il mondo. Restiamo umani, l’adagio con cui firmava ogni suo scritto, è diventato il motto di tutti loro.

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