Vivian Maier
La bambinaia con la Rolleiflex
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Non avrei mai sopportato di essere diventata famosa in vita, sarebbe stato troppo.

Io che mi camuffavo dietro cappotti ampi e maglie sformate, io che volevo essere invisibile per osservare indisturbata gli altri, io che scelsi di fare la babysitter perché era l’unico lavoro che mi dava la libertà di esprimermi. Non sapevo fare altro che fotografare in strada: la gente comune, i bronci dei bambini, i baci rubati, i cestini della spazzatura, i miei riflessi negli specchi. Tenevo tutti a distanza, non ero certo amabile, ma eccentrica e introversa. Che razza di nanny potevo essere? Ero piuttosto una collezionista seriale. Cambiavo nomi e residenze, passavo da una famiglia all’altra, accumulavo ricevute, biglietti dell’autobus, cappelli, camicie, pile di quotidiani e scatoloni di negativi, milioni di rullini mai sviluppati.

Vivevo con la mia Rolleiflex al collo, una macchina vecchia già al tempo, che consentiva di catturare immagini senza che il soggetto se ne accorgesse troppo. Un’inquadratura dal basso verso l’alto che nobilitava anche un barbone e gli conferiva tutta l’umanità che gli era stata tolta. Strano che una tipa schiva e distaccata come me, abbia lasciato milioni di tracce nella sua vita. Odiavo infatti essere al centro dell’attenzione. Ma forse, in qualche modo, volevo che qualcuno mi venisse a cercare, una volta tolto il disturbo. Hanno parlato le foto per me. E così è stato.

 

ABOUT / Vivian Maier

Vivian Maier (New York, 1 febbraio 1926 – 21 aprile 2009) è stata una fotografa statunitense, di origini francesi. Per tutta la vita fece la babysitter in diverse famiglie degli Stati Uniti, rimanendo sconosciuta al mondo. Solo nel 2007, il giovane giornalista John Maloof acquistò per caso una cassa di suoi negativi a un’asta pubblica. Rimase folgorato dalla bellezza degli scatti e decise di andare alla ricerca della misteriosa autrice. Raccolse decine di testimonianze, fece sviluppare gran parte dei rullini e diffuse l’opera di Vivian, nel frattempo deceduta, attraverso esposizioni in giro per il mondo. È considerata la precorritrice della street photography.

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