Walter Bonatti
L'alpinista che doveva sognare per salvarsi
READ SOULTALE / La Prima innocente

Lasciami solo. Non tendermi la mano, piccina.
Io conosco la via più diretta, temeraria e perfetta.
È la via del conoscersi da dentro: nelle personali fratture e pendenze verticali.
È la via che conduce alla cima dell'uomo e bisogna saperla conquistare.
E io so farlo! Costi quel che costi! E una volta arrivati lassù, non puoi che ridiscendere con una rinnovata consapevolezza. Scendere da te che chiami il mio nome.

Lasciami solo a scrivere parole. Non guardarmi con quegli occhi tondi.
Le mie favole sono pericolose: legami terribili e fantastici come la montagna e in montagna ci si lega per la vita e per la morte. Alla montagna ti doni, alla montagna t'inchiodi. Come alla vita, come alla morte. Degli amici inabissati nel vuoto, nel ghiaccio, nel pianto della neve, nel grido e nel canto.

Non voglio che tu abbia bisogno di me. Lasciami solo. Non sfiorarmi le ginocchia, piccina mia.
Non mi fido degli uomini, un tempo sono stato imbrogliato. Ma ora? Sei sicura di voler essere tu la presenza che sovverte l'ordine delle cose e niente è più come prima? Tu la presenza inaudita sulla roccia della mia persona?
Se mi lascio toccare adesso, ogni centimetro della mia pelle porterà il tuo nome fino alla fine del mondo.
Non mi sono mai visto perduto come ora, vicino a te... io, che con queste mani mi sono aggrappato al nulla, issato nell'assurdo, sopravvivendo all'abbraccio della natura. Io che sono arrivato al punto dove non esiste nessun senso inverso. Ma solo fermarsi o proseguire.
Walter... Walter... è lanciando corde all'impossibile che si ritorna a casa, che si ritorna uomini.

Adesso ho capito chi sei tu: l'ultima delle mie imprese estreme.
Allora ho deciso! E se ho deciso è perché so di poterci riuscire: chiamami per nome, abbracciami piccina.
Sarò la montagna che non tradisce. Non ti lascerò a pochi metri dalla vetta. A pochi metri dal ritorno.

ABOUT / Walter Bonatti

Walter Bonatti (Bergamo 22 giugno 1930 – Roma, 13 settembre 2011) è stato un alpinista, esploratore e giornalista italiano. Soprannominato Il re delle Alpi, ha partecipato a imprese memorabili, tra le quali la spedizione Italiana alla conquista del K2. Ha aperto nuove vie considerate all'epoca (e ancora oggi) impossibili sul Monte Bianco, in Patagonia, nelle Ande e nell'Himalaya, chiudendo la sua carriera con una missione storica: la prima scalata della parete nord del Cervino in solitaria invernale. Lasciato l'alpinismo estremo, Bonatti diventò autore di molti libri ed esploratore. In qualità d'inviato del settimanale Epoca ha narrato le sue esperienze e avventure nelle regioni più impervie del mondo.

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