Walter Tobagi
Il giornalista in prima linea
READ SOULTALE / Oltre la superficie, l'umanità

36 anni fa, il 28 maggio 1980, stavo percorrendo via Salaino, a Milano. Non sapevo che vi avrei abbandonati, figli miei. Non sapevo che non avrei più rivisto mia moglie.
 
Invece sono morto lì.
 
La storia, purtroppo, non ti manda degli ammonimenti. O forse sì, ma non li ho voluti ascoltare. La mia sete di verità, il desiderio di indagare e di riflettere mi hanno spinto in una direzione senza vie di fuga, se non quella della libertà di pensiero.
 
Mi hanno sparato dei componenti della Brigata XXVIII marzo, di estrema sinistra. Un mistero avvolge anche il processo che hanno intrapreso contro i miei assassini.
 
La verità è sempre coperta da un velo di Maya che la rende spesso poco chiara.
 
Quel che so è che ho sempre fatto il mio dovere, ho lottato, ho studiato scrupolosamente, mi sono appassionato alla vita in tutte le sue forme.
 
Il terrore deve finire. Non c’è posto nel mondo per tutta questa violenza. C’è posto per l’essere umano nella pienezza della sua capacità espressiva.
 
Tempo e vita. Sono beni di cui non si può fare a meno.
 
Non ne ho avuti a sufficienza. Vorrei aver visto crescere i miei figli, vorrei averli guidati nel loro percorso di maturazione. Penso tuttavia di aver lasciato a loro, e a tutti, un messaggio: credere nel proprio lavoro. Mai accontentarsi. Scavare oltre la superficie per trovare quella bellissima sostanza che è l’umanità, per la quale vale la pena lottare. Le parole possono essere il mezzo per colpire al cuore anche il terrorismo. Niente le può fermare, poiché volano come un contagio e vivono di coraggio.

ABOUT / Walter Tobagi

Walter Tobagi (Spoleto, 18 marzo 1947 – Milano, 28 maggio 1980) è stato un giornalista e scrittore italiano. Intorno agli anni Cinquanta, si trasferisce con la famiglia al Nord e inizia la carriera giornalistica sin da ragazzo, scrivendo nel giornalino scolastico del liceo Parini di Milano, La zanzara. Dopo gli studi classici, continua la carriera e l’impegno nell’ambito accademico, arrivando ad avere la cattedra di Storia Moderna all’Università Statale di Milano. Lavora per l'Avvenire, il Corriere di informazione e il Corriere della Sera. Si interessa a diversi ambiti, in particolare al terrorismo dei cosiddetti anni di piombo e, all’età di 33 anni, viene assassinato da un gruppo terroristico di estrema sinistra a Milano, lasciando una moglie e due figli.

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