Wisława Szymborska
La poetessa che scriveva per gratitudine
READ SOULTALE / Chiedo scusa al cosmo

Fui anche comunista. Ebbi pure questa “vergogna”, oltre a quella di essere poeta: tra le più dolci della vita. A casa mia tenevo un mucchio di libri, tanti di cucina: mi piaceva far versi, come zuppe di rapa e cavolfiori… Mi hanno dato persino il Nobel per la letteratura: pensa che roba, alla mia età, sfoggiarlo con le mie amiche del ricamo!

Ero polacca – quando fummo invasi dai nazisti, eppure arrivai a vedere il secolo XXI: questo qui! In mezzo son successe tante cose, tra belle e brutte: tutte necessarie a capire, o anche no, dove mai vogliamo andare…

La vita mi è piaciuta proprio tanto, per la sua tenerezza così prodiga di sorrisi: spero d’esserle assomigliata e di averne lasciata qualche traccia nei versi. Ho sempre scritto per gratitudine – ecco chi sono: Wisława Szymborska!

Mi sono sempre chiesta come suoni la poesia in altra lingua – la mia, parrebbe, bene: la capiscono tutti, o quasi. Questo potrebbe non andare a mio merito, per alcuni: a me basta che mi comprenda la mia gente, il mio tempo – forse. Ma poi, che cos’è mai il tempo di fronte ad una eternità o all’attimo presente (è uguale)? Io non lo so, però lo sento

Bene, è ora di andare: è stato bello conoscervi, tornate a trovarmi – sapete, ormai, dove abito: ovunque… Scherzo!

ABOUT / Wisława Szymborska

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 - Cracovia, 1 febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante degli ultimi anni. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa, nonostante la Szymborska abbia ironicamente osservato, nel componimento intitolato Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.

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