Yasumasa Morimura
L'artista camaleontico allo specchio
READ SOULTALE / Lo smascheramento della realtà

Guardatevi allo specchio e poi rispondete alla mia domanda: vorreste essere qualcun altro? Appartenete a voi stessi?
Essere donna. Essere uomo. Pelle nera. Pelle bianca.

Secondo il mito greco, Tiresia, camminando lungo i pendii di un monte, vide due serpenti accoppiarsi. Uccise la femmina, infastidito dalla scena a cui aveva assistito, e per questo fu tramutato in donna per sette anni. Trascorso quel periodo di tempo, ritrovandosi nella stessa circostanza, uccise il rettile maschio, e tornò uomo. Interpellato poi nella disputa tra Era e Zeus su chi godesse di più in amore tra l'uomo e la donna, finì per divenire l'indovino cieco che molti fardelli portò sulla coscienza. Il serpente della mia storia, quello che mi permette di volta in volta di cambiare aspetto, è l'arte, libera di oltrepassare qualsiasi tipo di restrizione. Volevo essere parte della storia, rivedermi nel passato e giocare mescolando le carte in tavola: così, sono stato Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany o Greta Garbo o Marilyn Monroe. Una bionda Marilyn asiatica e per di più uomo: una riscrittura di ciò che si è dato per scontato.

Cosa ne sappiamo noi del cambiamento?
Un albero perde le foglie in autunno, ma non per questo diviene altro da se stesso.

Osservando i petali dei fiori di ciliegio cadere lungo i viali della mia città, mi sono sentito debole, senza radici, facilmente plasmabile. Chiunque avrebbe potuto cancellarmi con un colpo di spugna. Le foto che ho scattato invece rimangono, sono un documento della sensibilità che mi appartiene, del modo in cui mi sono impossessato di una nuova identità: assumo volti, catturo pose, arraffo conferme che possano aiutarmi a comporre l'io più difficile da decifrare, il mio.
Spesso, quando ci guardiamo allo specchio, vorremmo essere qualcun altro perché abbiamo paura di affrontare il silenzio dell'anima e non vogliamo risvegliare domande e conflitti sopiti nel cuore. Eppure siamo noi la storia che leggiamo nei libri, gli eroi del passato, i divi del cinema o i protagonisti dei dipinti: definiamo la realtà con i nostri occhi, per questo le immagini divengono i ritratti di noi stessi e del nostro essere.
Ho testimoniato di aver vissuto, di aver provato diverse prospettive, poiché nulla è come sembra e nulla cambia senza ragione. È il mondo a offrirci il miglior riflesso di noi stessi. Allora smettete di guardarvi allo specchio. Guardatevi, piuttosto, gli uni con gli altri, dialogate e mettetevi in discussione. Feritevi con i vetri rotti di una superficie infranta dal desiderio di essere parte di un'identità collettiva. Qualunque evento vi possa capitare, sarà sempre migliore di un'immobilità fasulla.

ABOUT / Yasumasa Morimura

Yasumasa Morimura (Osaka, 11 giugno 1951) è un artista giapponese. Ha compiuto studi d'arte prima al Philadelphia College of Art, poi alla Columbia University di New York. Le sue opere risentono della costante tensione tra Oriente e Occidente con un'attenzione particolare agli influssi del capitalismo e delle icone occidentali in Giappone. Nelle sue opere veste i panni di star del mondo cinematografico, da Marilyn Monroe a Greta Garbo, oppure riproduce tele famose, come La Gioconda di Leonardo. Impersona donne o uomini senza distinzione, lasciando riflettere gli spettatori sul tema del genere e del sesso. Ha esposto al Guggenheim Museum nel 1994.

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