Yukio Mishima
Il samurai moderno
READ SOULTALE / Una tragica bellezza

Sono morto per salvaguardare le tradizioni giapponesi, per aprire gli occhi ai giovani e mostrare loro la bellezza, la virtù di un Giappone che sta scomparendo, giorno dopo giorno. È vita una vita che accetta un mondo in cui lo spirito è morto? La vita è diventata il valore più alto, tanto che i giovani hanno paura della più piccola scalfittura. Questa paura li paralizza e li allontana dal vero valore, che è superiore all'attaccamento alla vita. E non è la libertà, o la democrazia, ma il Giappone: il Paese della storia e delle tradizioni che amiamo.

Probabilmente il mio gesto avrà diverse interpretazioni. Il seppuku, il suicidio rituale di un samurai, non verrà mai capito del tutto dagli occidentali. Esso è un modo di morire che racchiude in sé fierezza e potenza, ed è diverso dal suicidio che al contrario è sconfitta. Il seppuku è vittoria. Sono sempre stato diviso tra poli opposti: Oriente e Occidente, tradizione e modernità. Ero il patriota di un Giappone che non c’era più, sostenitore di valori della tradizione e dell’onore militare, ma ero anche un uomo affascinato dalla modernità e dalla cultura occidentale. Il nesso che univa questi miei diversi volti è stato il culto della bellezza, una bellezza che trascende le differenze, che anima il corpo e lo spirito e che è frutto di accurato studio di misure e simmetrie.

La giovinezza, l’apice della bellezza per eccellenza, la passione e la morte sono stati i temi a me più cari. La ponderazione di ogni atto, la perfezione della forma sono stati il motore delle mie azioni, sia in vita che durante la morte. La vita umana è breve, ma io voglio vivere per sempre.

ABOUT / Yukio Mishima

Yukio Mishima, pseudonimo di Kimirate Hiraoka (Tokyo, 14 gennaio 1925 – 25 novembre 1970), è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese, che ebbe notorietà anche come attore, regista cinematografico, artista marziale, nazionalista e paramilitare. È stato uno degli autori giapponesi più conosciuti e tradotti nel mondo occidentale non solo per la levatura artistica ma anche per gli avvenimenti della sua vita, dal momento che era un convinto nazionalista, ossessionato dalla bellezza e dalla morte. Questi tre sono stati i temi più ricorrenti nelle opere dell’autore, che hanno contraddistinto anche il suo ultimo atto, il seppuku, eseguito in diretta televisiva dopo aver occupato simbolicamente il Ministero della Difesa.

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