Yusra Mardini
La nuotatrice che affronta le onde del destino
READ SOULTALE / Portare in salvo la scialuppa delle nostre vite

Cinque cerchi colorati: l’ambizione di ogni atleta. Poter vivere, semplicemente, in pace: il sogno di ogni persona. Io sto realizzando le speranze migliori, sapendo che a ogni istante tutto può cambiare. Può scoppiare la guerra, può arrivare il mare a travolgerti. Piangere non serve: c’è da affrontare la realtà anche se è difficile.

Io sono entrata in vasca per passione ma in Siria, dove vivevo, si impara a nuotare per prepararsi al peggio. La mia è una favola in mezzo a tante tragedie. Assieme a me, a Rio de Janeiro, ci saranno Yolande, Rose e Anjelina, le mie sorelle in squadra, e i nostri sette compagni del team, tutti rifugiati come me. Assieme a noi non ci sarà Saamiya, lei non è passata: il Mediterraneo l’ha inghiottita. Con me nuoteranno sessanta milioni di persone: è il numero di quanti fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalle umiliazioni; una nazione intera che cerca aiuto.

A Rio ce la metterò tutta, come quando stavo in mezzo al mare. Voglio che i rifugiati siano fieri di me. Voglio essere un messaggio di accoglienza e di speranza per tutti. Il traguardo è là davanti: si gareggia sempre per la vita.

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Creative Commons. Author: Laurent Jerry.

Yusra Mardini (5 marzo 1998), è una nuotatrice siriana partecipante alle Olimpiadi di Rio de Janeiro (2016) nella prima Rappresentativa di Atleti Rifugiati (Refugee Olympic Athletes). Nel 2012 nuotò sotto la bandiera siriana ai campionati mondiali di Istanbul. Nell’agosto del 2015 decise di fuggire dal proprio Paese devastato dalla guerra. Attraversato il Libano e la Turchia, il gommone su cui viaggiavano in venti per raggiungere la Grecia, ruppe il motore e rischiò di inabissarsi. Per quattro ore, assieme alla sorella e a un compagno di viaggio, si immerse in mare e trainò il natante fino a Lesbo, salvando tutti i passeggeri. Da allora si allena e vive, assieme alla famiglia, in Germania.

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